RISPOSTA PREFETTO ILLEGITTIMITA' ADOZIONE DEL P.U.C. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 27 Febbraio 2010 08:47

AL Sig. Antonio Cione

Delegato Direttivo Regionale

Cittadinanzattiva Assemblea Alto Calore Ofanto Sele

Via S. Gerardo, 85

OGGETTO: Illegittimità dell’adozione del P.U.C. di Caposele

Con riferimento all’esposto a firma della S.V., relativo all’oggetto, in data 9 febbraio scorso, si informa che il Sindaco del Comune di Caposele, già interessato dallo scrivente sulla controversa materia, ha confermato la legittimità dell’operato di quella Amministrazione, in precedenza sostenuta nella lettera prot. 9688 del 16.12.2009 indirizzata a codesta Associazione.

Il Sindaco medesimo ha, in sostanza, ritenuto che, attesa la natura generale dello strumento urbanistico approvato, non sussista ex art. 78 del T.U.E.L. n. 267/2000, ma correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione di adozione del P.U.C. e specifici interessi diretti o indiretti degli amministratori.

Con riguardo, poi, alla richiesta rivolta con il succitato scritto, tra gli altri, allo scrivente di “verificare la legittimità del P.U.C. adottato dal C.C. di Caposele con delibera n. 25/09 e confermato con delibera 1/2010”, si fa presente che non è previsto, dalla vigente normativa in materia di enti locali, alcun potere di controllo del Prefetto sugli atti deliberativi del Comune, essendo lo stesso demandato al G. A. competente per territorio, come si rileva anche dagli stralci della giurisprudenza amministrativa citata nell’esposto che si riscontra, ovvero, per i soli motivi di legittimità, al Presidente della Repubblica, previa presentazione di ricorso straordinario.

Il Prefetto

Blasco

 

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Commenti

avatar vasco rossi
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la combricola del blasco
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La Combriccola del Blasco era tutta gente a posto
ma qualcuno continuava a dirne male:
praticamente un altro beneficiato dalla politica che siede sul grasso stipendio e connessi benefici
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avatar Vday
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libera interpretazione di vito alla risposta del Blasco:
avete visto il prefetto ci da ragione
non fate chiacchiere
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avatar Replica al.....
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...discorso della befana:

"Quando ci si accorge che l'avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventa offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall'oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona.............
Questa regola è molto popolare (cioè terra-terra, ndr)poichè chiunque è in grado di metterla in pratica, e viene quindi impiegata spesso"
Fonte: "L'arte di insultare" di Arthur Schopenhauer
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avatar LuMa
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hahahah..... ma quanto è vero........... :))
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avatar i bene informati
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dicono che a giorni faranno di nuovo chiudere l'attività di margherita
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avatar Robert De Niro
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Sei solo chiacchiere e deleghe, chiacchiere e deleghe......... :)
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avatar questione di pizze
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niente MARGHERITA solo PROSCIUTTO E FUNGHI ( in alternativa 4 STAGIONI ).....
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avatar ok l'idea è giusta
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quasi quasi provochiamo un confronto tra i candidati alla presidenza regionale sul problema PUC e margherita: giusto per farci conoscere un pò.
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avatar uno informato
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E' probabile, c'è stata una visita della polizia municipale di carattere generale.
nessuna multa ma è stato preparato il terreno per qualche violazione amministrativa.
Si dice che il super..... non si arrenderà mai!!!
E' in gioco la sua reputazione (perchè ce ne è ancora) e anche il suo portafoglio.
NON APRIRA' MAI (testuali parole di sindaco e gregario).
A voi i commenti popolo di Caposele e Materdomini.
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avatar Tuttologo
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Invito chiunque voglia saperne di piu' su che cose' un P.U.C. di dare un occhiata al sito del Comune di Savona. Molto lontana da noi sicuramente ma molto vicina
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avatar chi ci governa?
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Autodemolizioni, arrestato il prefetto
Autodemolizioni, arrestato il prefetto di Roma Romano: confuterò le accuse e riprenderò il mio posto. Custodia cautelare anche per il collega di Siracusa NAPOLI - Che qualcosa non filasse per il verso giusto, Giuseppe Romano l' aveva intuito da giorni. Ma non immaginava certo che a risvegliarlo, ieri mattina, sarebbero stati i carabinieri di Napoli, spediti lì a notificargli un ordine di custodia cautelare per falso ideologico, truffa aggravata e abuso d' ufficio nell' ambito delle indagini sulle demolizioni d' auto nel capoluogo vesuviano. Il prefetto di Roma, tuttavia, non ha battuto ciglio. S' è limitato a mormorare: «Confuterò la natura delle accuse facendo parlare i fatti. E riprenderò il mio incarico». Poi, più nulla. La porta dell' appartamento, nel palazzo di via IV novembre, s' è richiusa e tornerà ad aprirsi soltanto quando gli arresti domiciliari verranno revocati. Stessa scena qualche minuto dopo a Siracusa. Anche lì ad entrare nel mirino degli investigatori è stato il prefetto Francesco Alecci, che con i gradi di vicario aveva affiancato Romano negli anni trascorsi a Napoli in rappresentanza del governo nazionale. Pure a lui sono stati concessi gli arresti domiciliari. NON È SCAMPATO AL CARCERE, INVECE, IL TERZO NOME ECCELLENTE DELL' INCHIESTA CONDOTTA DALLA PROCURA PARTENOPEA: SI TRATTA DEL VICE PREFETTO ENNIO BLASCO, ex subcommissario di Napoli ed ora commissario prefettizio a Cercola, un paesino dell' hinterland. Altri quattro ordini di custodia cautelare, infine, sono stati emessi a carico dei rappresentanti legali delle ditte al centro dell' indagine. E' una storia complessa, quella che scuote adesso le prefetture di Roma e Siracusa, ma che nei mesi scorsi aveva già messo a soqquadro il Comune di Napoli, coinvolgendo l' ex vice sindaco Riccardo Marone. Il prologo riguarda, ieri come oggi, migliaia di auto sequestrate e affidate in custodia a ditte specializzate. Ebbene, secondo la magistratura, quelle vetture furono abbandonate a lungo negli autoparchi, spesso senza che i proprietari venissero avvisati. Non a caso, molti di loro ne denunciarono persino il furto, intascando i soldi dell' assicurazione. Ma c' è di più. A parte le decine e decine di miliardi sborsate dallo Stato per pagare le spese di custodia, gran parte di quelle macchine furono acquistate come ferrivecchi dalle stesse ditte incaricate della sorveglianza e rivendute poi a prezzi di mercato con guadagni stellari. Questa, almeno, è l' ipotesi dell' accusa. Cosa c' entrano i prefetti con una simile vicenda? Tutto ruota intorno al provvedimento firmato, nell' agosto ' 99, da Giuseppe Romano (all' epoca in servizio a Napoli) per ottemperare a un ordine del sostituto procuratore Vittorio Russo, che imponeva di procedere alla demolizione di autoveicoli in base al decreto legislativo dell' allora ministro Ronchi in materia di tutela ambientale. I veicoli (circa 80mila) vennero acquistati a cifre irrisorie, quasi fossero cumuli di ferraglia, dai titolari degli autoparchi, che in seguito non solo immatricolarono di nuovo auto destinate alla rottamazione, ma evitarono anche di pagare al Pra le somme per la cancellazione delle stesse vetture e incassarono, a mo' di liquidazione, un bel mucchio di quattrini quale indennità di custodia per il passato. Tutto questo, sostengono i magistrati, con l' avallo della prefettura. «Metterei la mano sul fuoco per Romano - dice il sindaco Rosa Russo Iervolino -. E' una persona integerrima». Avanza perplessità anche Francesco Storace, presidente della Regione Lazio: « Mi chiedo solo, e ovviamente non so trovare una risposta, se era proprio necessario l' arresto». Enzo d' Errico ederrico@corriere.it Danni miliardari per lo Stato L' INCHIESTA Le indagini sulle demolizioni di auto a Napoli riguardano migliaia di vetture sequestrate e affidate in custodia a ditte specializzate. Secondo la magistratura, quelle auto furono volontariamente abbandonate per anni negli autoparchi, obbligando lo Stato a sborsare decine di miliardi per le spese di custodia, mentre le imprese specializzate facevano affari d' oro comprandole al prezzo di ferrivecchi e poi RIVENDENDOLE IN CARCERE PER LO SCANDALO, IERI TRE ORDINI DI CUSTODIA CAUTELARE SONO STATI CONSEGNATI AL PREFETTO DI ROMA, GIUSEPPE ROMANO, AL PREFETTO DI SIRACUSA, FRANCESCO ALECCI, E AL VICE PREFETTO ENNIO BLASCO, ex sub commissario di Napoli ora commissario prefettizio a Cercola, un comune dell' hinterland. Ai primi due sono stati concessi gli arresti domiciliari, il terzo è in carcere. Altri 4 ordini di custodia sono stati emessi a carico dei rappresentati legali delle ditte al centro delle indagini LE ACCUSE I funzionari pubblici dovranno rispondere di falso ideologico, truffa aggravata e abuso d' ufficio
D' Errico Enzo
Pagina 18
(26 settembre 2001) - Corriere della Sera
http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/26/Autodemolizioni_arrestato_prefetto_Roma_co_0_01092610531.shtml
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avatar questi sono i livelli
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Nella gestione dell’affare autodemolizioni il prefetto Giuseppe Romano e il viceprefetto Ennio Blasco avrebbero «utilizzato la propria posizione di prestigio nell’ambito della Pa e i rapporti con la magistratura esclusivamente in chiave strumentale per il perseguimento dei propri obiettivi». Questa costituisce sicuramente una delle considerazioni più severe riservate dal giudice ai due protagonisti dell’indagine coordinata dal pm Maria Cristina Ribera. Gli inquirenti fanno riferimento fra l’altro a una intercettazione telefonica nella quale Blasco suggerisce di «fare come si fa in Italia» e di «mettersi sotto l’ombrello della procura». In più passaggi dell’inchiesta si fa riferimento a una «strategia» che sarebbe stata posta in essere, oltre che da Romano e Blasco, anche dal prefetto Francesco Alecci e dal procuratore delle ditte di custodia Sergio Cenni, per «cercare di coinvolgere durante tutti i passaggi dell’operazione il più elevato numero di funzionari appartenenti ai diversi rami della Pubblica amministrazione». Ciò allo scopo, ipotizzano gli inquirenti, «di diluire le proprie responsabilità ed acquisire, artatamente, il consenso di chi non era a conoscenza dell’intera» vicenda. Nell’ambito di questa «strategia» rientra secondo i magistrati l’indicazione, come premessa dell’atto amministrativo della prefettura che fissava i parametri dell’operazione di vendita dei veicoli, di un provvedimento firmato da un pm della procura di Napoli, Vittorio Russo, con il quale, su segnalazione della Asl, si invitava la prefettura a provvedere a una bonifica delle aree di pertinenza delle depositerie giudiziarie. Secondo il gip Triassi e il pm Ribera «il riferimento continuo ad un atto della magistratura è valso solo ad ammantare del crisma di legalità un’operazione illecita sotto molteplici aspetti». I giudici rilevano fra l’altro che il caso in questione costituiva «atto di esclusiva discrezionalità amministrativa», e dunque qualsiasi indicazione di altra natura non poteva essere ritenuta vincolante.
Ennio Blasco sarà interrogato questa mattina. Dichiara il suo difensore, l’avvocato Giorgio Fontana: «Mi sembra che al centro della vicenda ci siano questioni di tipo amministrativo che a mio avviso non possono sfociare in contestazioni di carattere penale».
d.d.p.
http://www.associttadini.org/ausiliaritraffico/prefettiarrestati.htm

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avatar SOLIDARNOSC
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CERTO CHE DI PERDITEMPO CE NE SONO ................A LA CHIANA!!!!!!!!!!!!!!
SAPETE SOLO CRITICARE,VI STATE SCOTTANDO O VI BRUCIA ?
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Ultimo aggiornamento Sabato 27 Febbraio 2010 08:52